martedì 8 maggio 2012

Il solitario che odia la musica

Ventiquattro anni, 308.318 amici su Facebook e molta notorietà frutto della vittoria a "XFactor" numero tre (era il 2009) e di un'estensione vocale che ha spiazzato Mina e Lucio Dalla.  Nonostante gli amici virtuali e le persone che "ruotano intorno", Marco Mengoni sta vivendo un periodo di solitudine interiore molto forte. Una solitudine che va e viene e che a tratti è positiva fonte di ispirazione.  E' da questo sentimento, per esempio, che nasce l'album SOLO 2.0, uscito a settembre e protagonista del tour teatrale che si ferma al teatro Apollonio di Varese l'11 Maggio. L'abbiamo raggiunto al telefono mentre era in viaggio, di ritorno a Roma da Milano, tra un'ospitata nello studio televisivo di Quelli che il calcio e una sosta per un panino in autogrill.

Mengoni, sul palco mostra un nuovo Marco: Perchè questo cambiamento?
"Non si tratta di un cambiamento radicale. Perchè di fatto ora c'è un Marco che esisteva molto tempo fa, nel senso che questo spettacolo torna a quelle che sono le mie origini musicali. E' un aspetto che forse non avevo ancora affrontato bene. Si tratta di un ritorno al blues, quello della Motown, del soul, del r&b. Ho ascoltato per anni i dischi Motown che ascoltavano i miei genitori e con quelli ho iniziato a cantare. Sono stati quegli album a farmi fare una specie di stage di musica jazz e da lì mi sono addentrato in questo mondo. Il Marco che c'è adesso è un po' il Marco di allora"

Che emozioni l'hanno guidata nella scrittura di Solo 2.0?
" Più di tutte quella della solitudine. Siccome mi sono sentito da solo spesso mi è sembrato naturale e bello scrivere di questa sensazione"

Non ha temuto di essere un po' troppo cupo per il mondo del pop?
" Forse sì, il concetto è un po' cupo, ma io nella solitudine ho trovato un sacco di risposte, un sacco di conforto e anche tante pippe mentali. La solitudine è come la felicità. E' un attimo. E ti devi godere quell'attimo. Ci sono dei momenti in cui io voglio stare da solo. Mi hanno detto che il Capricorno, che è il mio segno zodiacale, ha bisogno di vivere dei suoi silenzi e nell'album descrivo vari tipi di solitudine"

All'album è allegato il primo episodio dell'omonima graphic novel che racconta la storia di un ragazzo di nome Solo alla continua ricerca di qualcosa: cosa c'è di Marco nel personaggio di Solo? 
" In Solo c'è tanto di me nel senso che lui è alla ricerca di qualcosa, anche dell'equilibrio perfetto. Tenta alcune strade, ma non è detto che questa ricerca approdi a qualcosa di concreto. Però ci prova e questo percorso gli fa incontrare anche tante persone che gli danno indicazioni e consigli. Solo si confronta con il suo Io interno, con il suo essere, con i suoi diversi strati culturali. Pure io sono continuamente alla ricerca di qualcosa. Non so cosa cerco, prendo delle strade. Forse questo tour è una delle strade che cercavo e ora la sto percorrendo. Non è facile! E' una strada tortuosa, ma mi sta dando un sacco di soddisfazioni" 

Questo tour è un progetto nato con la cantante Elisa e il suo compagno, Andrea Rigonat. Come vi siete incontrati?
" Con Elisa mi sono sentito appena uscito da X Factor. Purtroppo, per vari motivi, allora non abbiamo potuto collaborare e confrontarci. Ci siamo persi per un po, come succede, ma poi ci siamo ritrovati e in Elisa ho scoperto una persona fantastica. Subito dopo ho conosciuto Andrea e con loro sono stato due giorni a Monfalcone per parlare, approfondire. Ho tirato fuori le mie idee e loro mi hanno invogliato a dare loro seguito, a crederci. Era appunto il desiderio di ritornare alla musica delle mie origini seguendo più le corde vocali, dando retta all'istinto e fregandomene del compromesso" 

Per questo tour ha scelto di vestire Armani: che le piace di re Giorgio?
"Con Armani è andata un po' come è andata con Elisa. Con lui siamo entrati in contatto per Sanremo, ma la collaborazione è arrivata dopo, quando ho visto la sua ultima collezione su Youtube. Mi è piaciuta subito da morire la leggerezza dei tessuti scelti da Armani, mi hanno dato l'idea che potessero stare bene con la scenografia che avevo pensato per il tour, semplice, fatta di teli bianchi. Armani è stato contento di vestire anche me" 

Lucio Dalla ha detto di lei: "Uno dei pochi veramente talentuosi venuti fuori da un talent " e "Un artista straordinario, uno dei migliori negli ultimi anni. Ha una personalità internazionale, mi sembra Prince" E poi ti ha invitato a cantare "Meriluis" nel suo ultimo album, "Questo è amore"
"Lucio mi ha lasciato tanto. Quando abbiamo registrato il duetto era un momento in cui stavo uscendo da un periodo faticoso dal punto di vista lavorativo e umano. Ero in crisi generale, un po' in depressione. Arrivato a Bologna, però, ho visto negli occhi e nelle mani di Lucio, nella sua voce, una carica incredibile. Ho pensato: dopo così tanti anni che fa questo mestiere dovrebbe averne le scatole piene. E invece il suo entusiasmo, la sua energia mi hanno decisamente sconvolto. Ho pensato che io sono qui, nel sistema musica, da quattro anni e sono già in crisi, sempre insicuro di quello che faccio. Conoscerlo è stata un'occasione per mettere meglio a fuoco la situazione e dall'incontro sono uscito come un'altra persona, rinnovato. Lui questo ha lasciato a me, tutto quello che ha lasciato all'umanità lo sappiamo."

E X-Factor cosa le ha lasciato? E con Morgan come siete rimasti?
" X-Factor è stata una bellissima esperienza. Sono stati tre mesi di clausura durante i quali si sono create amicizie molto forti e leali. Non meno importante, la trasmissione mi ha dato tanta notorietà , forse anche troppa, e mi ha buttato in questo momdo che non è proprio come si vede dall'esterno. Ma ora piano piano mi sto ritagliando i miei piccoli spazi. Di Morgan invece non ne voglio più parlare, tanto lui è così"

Tre aggettivi per descrivere Mengoni prima e dopo X-Factor
"Prima ero un Marco Mengoni povero, ora sono povero. Prima ero un Marco Mengoni libero e adesso sono un po' meno libero. Prima ero un Marco Mengoni che cantava a  Ronciglione, il paese del Viterbese dove sono nato, adesso canto ad Assago"

Il successo improvviso ha cambiato la sua vita e i rapporti con gli amici di Ronciglione?
"Sono sempre stato molto solitario. Con gli amici del mio paese non mi vedo, perchè non ci sono mai e perchè ognuno ha preso strade differenti. C'è chi è in marina, c'è chi fa medicina e chi si è trasferito per fare l'università. Ho delle persone vicine che si contano sulle dita di una mano e me le tengo strette. Con loro ho lo stesso rapporto che avevo prima del successo"

Chi è la figura di riferimento della sua vita? 
"Mio nonno, che mi ha dato molta terra. Nel senso che mi ha insegnato le cose vere. Un esempio? Zappare un orto. Fare la pasta. Insomma, mi ha insegnato a  sopravvivere!"

Cos'è la musica?   
"La musica la odio, perchè odio qualsiasi tipo di dipendenza. La dipendenza non ti rende libero. La odio perchè non posso dire di no, è un sentimento forte, non la sopporto perchè sceglie lei per me"
(per Lombardia Oggi- Chiara Giuliani )


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