domenica 16 luglio 2017

Intervista a Marco Mengoni (traduzione da tedesco)



INTERVISTA ALLA SUPERSTAR ITALIANA
MARCO MENGONI PARLA DEI FAN, DEI SUOI OBIETTIVI E DELLA GERMANIA
I fan tedeschi possono attendere con trepidazione Marco Mengoni.
L'italiano salirà sul palco dello ZeltFestival della Ruhr il 29 Agosto.



In Italia Marco Mengoni è una vera superstar; adesso il 28enne vuole conquistare anche il pubblico europeo e in Agosto si esibirà nuovamente in Germania.
Abbiamo parlato con lui della sua carriera, della sua vita e dell' "esigente" pubblico tedesco.

La carriera di Marco Mengoni comincia nel 2009, anno in cui l'italiano partecipa alla terza edizione del talent show XFactor e diventa una star dopo averlo vinto.
Il brano da lui presentato nel corso della finale del programma, Dove si vola, raggiunge i vertici delle classifiche italiane.
Negli anni successivi, Mengoni attira sempre di più l'attenzione su di sé tramite la sua musica.
Nel Maggio del 2010 viene eletto Man of the Year ai TRL Awards di MTV Italia e nel 2013 rappresenta l'Italia all'ESC piazzandosi al settimo posto.
Quest'anno Mengoni ha rilasciato un nuovo singolo - e adesso anche i fan tedeschi possono attendere con ansia di ascoltare il simpatico italiano.
Ecco la nostra chiacchierata con Mengoni.

-Cosa ci dici di Onde, il tuo nuovo singolo?
Sebbene Onde sia l'ultimo singolo che ho rilasciato, era già in scaletta nel mio scorso tour ed è stato sempre un grande piacere eseguirlo e percepire la reazione del pubblico.
È un brano che parla di come le relazioni umane continuino ad evolversi incessantemente, aiutandoci a crescere; e attraverso il cambiamento costante, diventiamo sempre più forti.
Sono davvero soddisfatto del remix dei Sondr, è impossibile non muoversi mentre lo si ascolta!
È perfetto per l'estate che sta per arrivare, un pezzo da ballare senza freni...lo faccio anch'io nel videoclip.

-Come descriveresti la tua carriera di cantante?
Essere un musicista, scrivere canzoni e condividerle con un pubblico è ciò che ho sempre desiderato.
Tutto è iniziato quando ero molto giovane, con uno stage di jazz.
Da allora non ho più smesso di lavorare ed anche di coltivare la mia curiosità e cercare collaborazioni che potessero aiutarmi a crescere come artista.
Il mio recente tour europeo è stato un sogno realizzato; è stato magico, e non vedo l'ora di proseguire su questa strada ed affrontare le sfide future.

-Com'è cambiata la tua vita da quando sei diventato famoso?
Non riesco ad abituarmi a vedere la parola "famoso" associata al mio nome.
Nella mia vita non è cambiato granché...diciamo che è diventato più difficile prendere un caffè senza che qualcuno mi guardi sorridendo e mi chieda un autografo o un selfie; ma per me questa rappresenta una grande dimostrazione d'amore da parte dei miei fan.
E mi creda, se il caffè si fredda, non mi importa.
Chiamo i miei fan "il mio Esercito pacifista", perché non smettono mai di sostenermi.
Senza di loro e la loro energia non sarei al punto in cui sono nella mia carriera.
E quindi, se posso ricambiare almeno in parte questa loro energia positiva, lo faccio senza esitazioni.

-Cosa ti piace di più della Germania?
Durante il mio ultimo tour mi sono esibito in Germania per la prima volta e mi sentivo in qualche modo spaventato da questo pubblico nuovo e "sofisticato", con una diversa cultura musicale e che non sapeva molto di me; ma quando sono salito sul palco, la reazione è stata grandiosa: una sorta di abbraccio in un'altra lingua!
Purtroppo non ho avuto tanto tempo per visitare le città in cui mi sono esibito nel corso del tour.
Ho camminato per un'ora per Monaco di Baviera, dove alcuni fan mi hanno mostrato il mercatino di Natale - davvero bello - e a Colonia ho visto la cattedrale e passeggiato lungo il Reno...e mi sono piaciute molto entrambe le città!
Sono piene di vita, evolute e moderne ed ho incontrato giovani aperti e dinamici.
Sono ansioso di tornare per vedere di più e sono certo che lo farò.
Il 29 Agosto sarò a Bochum allo ZeltFestival della Ruhr, non vedo l'ora di affrontare questa esperienza nell'ambito di un festival straniero e magari ne approfitterò per trascorrere alcuni giorni viaggiando per la Germania.

-Ricevi tanti regali dai tuoi fan?
Sono nato il 25 Dicembre e sin da quando ero piccolo il mio compleanno non è mai stato un'occasione per ricevere molti regali destinati soltanto a me, poiché si tratta di un giorno in cui tutte le persone si scambiano doni e così l'attenzione non era mai focalizzata su di me, ma non è stato un problema.
Ho pochi amici veri e preziosi che ogni giorno mi regalano risate, chiacchierate e bei momenti - e per me sono queste le cose più importanti e che contano veramente.

-Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Mi sono appena preso una piccola pausa dopo il lungo tempo trascorso in tour e a lavorare in studio e adesso devo mettere ordine nella mia testa e resettarla.
In questo momento sto raccogliendo nuove idee e pensando ai progetti futuri...per me è difficile isolarmi totalmente dalla musica - ed è per questo che torno sul palco in estate.
Mi esibirò in Svizzera al Festival Live at Sunset a Zurigo il 21 Luglio, poi all'Heitere Open Air a Zofingen il 13 Agosto e infine arriverò in Germania allo ZeltFestival della Ruhr il 29 Agosto.
In futuro spero di proseguire su questa strada e pubblicare musica sia in Italia che all'estero per condividerla con persone di culture ed esperienze differenti, perché questa energia è semplicemente incredibile!

-Vorremmo chiederti un consiglio: tanti tedeschi amano l'Italia. Hai qualche dritta segreta da darci per le prossime vacanze?
Sono italiano, quindi la sola cosa che posso dire è: venite in Italia!
O meglio, tornateci sempre! L'unica dritta che posso dare è semplicemente quella di spegnere il navigatore, chiudere la guida turistica e perdersi nei meandri dell'Italia, perché ogni piccolo borgo, ogni panorama sconosciuto ed ogni spiaggia nascosta possiedono una bellezza peculiare e possono trasformarsi in un meraviglioso ricordo.

(Traduzione realizzata da Rosalia Occhipinti dall'articolo originale
INTERVISTA ALLA SUPERSTAR ITALIANA MARCOMENGONI )

giovedì 2 febbraio 2017

Intervista doppia: Grace Capristo/Marco Mengoni

Il 28 ottobre 2016 è uscito il singolo Ricorderai l'amore (Remember the Love), un rifacimento del brano Ricorderai l'amore, traccia d'apertura del quarto album in studio di Marco Mengoni, Le cose che non ho. A differenza della versione originale, il brano è caratterizzato dalla partecipazione vocale della cantante tedesca Grace Capristo.




Come è nata questa collaborazione?

Marco: Il mio disco era uscito da un po' in Germania, soprattutto Io ti aspetto, e nel frattempo ho fatto un po' di ricerca, ho studiato le classifiche, gli artisti tedeschi e la prima che mi è saltata all'occhio è stata Grace

Grace: Durante la produzione del mio ultimo album che è cominciata 2 anni fa, è stato molto importante per me e per la mia crescita personale, tornare alle mie origini e dedicarmi alla musica italiana. Questa ricerca mi ha portato subito a Marco Mengoni.
Il caso ha voluto che un paio di settimane dopo aver notato Marco, la mia casa discografica mi ha chiesto se avevo voglia di incontrarlo, perchè c’era la possibilità di una collaborazione. Quindi ci siamo incontrati e siamo andati insieme in studio. Ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d'onda e abbiamo deciso di lavorare su una canzone di Marco: Ricorderai l’amore.


 Perchè questo duetto è cosi speciale?

Grace: quello che rende questa collaborazione cosi speciale è una questione di cuore. Come sapete, mio padre è italiano. Cantare in italiano è una cosa che ho sempre desiderato fare. Poter fare questo primo passo in collaborazione con Marco è stato davvero speciale, perche Marco è un cantante eccezionale soprattutto live. Anche qui, durante le riprese del video, si notava il suo impegno: canta continuamente, è un vero artista ed è bellissimo vederlo lavorare. E naturalmente è anche una persona simpaticissima. 

Marco: Credo che le collaborazioni siano una faccenda molto delicata e importante nel mio mestiere, perchè non bisogna buttare tutto lì per caso. In questa occasione c'era l'opportunità per me di avere meno paura ad entrare a far parte di un mondo discografico che non mi appartiene, quello di un altro paese, e avere la possibilità di farmi aiutare da una cantante tedesca. Comunque quando si crea un duetto, si aggiunge qualcosa di nuovo a un pezzo e questo per me è sempre positivo.


Di cosa parla la canzone?

Marco: Questa canzone parla di amore, è scritta in terza persona perchè io racconto le due facce di questo ricordo e di ciò che è rimasto. Fa parte di un momento malinconico della vita.


Com’e stato lavorare insieme?

Marco: Quando si inizia una collaborazione è importante ricreare un'atmosfera che identifichi o sottolinei le virtù di entrambi, ovviamente il pezzo è mio e mi sono sentito in dovere di modificare alcune cose sull'arrangiamento anche se con Grace, che è molto versatile nel suo modo di cantare, non è stato difficile.


La carriera di entrambi ha avuto inizio in un talent. Questo vi accomuna in un certo senso?

Grace: credo che tutti e due sappiamo cosa significhi essere seguiti dalle persone, dai fan, essere votati e condividere il proprio percorso con loro.

E' bello poter vedere cosa ne puo venir fuori come per esempio confrontandosi con Marco. Informandosi su di lui è impressionante quello che si scopre: notare quanti fan ha, quante persone lo seguono già dai tempi del talent, è incredibile. Questa è una cosa della quale si può essere veramente orgogliosi. Io sono sempre felicissima quando ai miei concerti incontro persone che 10 anni prima erano seduti nel pubblico del talent, che già allora mi votavano e che ancora mi seguono. E' bellissimo.

Marco: sicuramente abbiamo avuto lo stesso inizio ed entrambi abbiamo cominciato molto giovani, lei molto più di me. E' passato del tempo e ci ha portato ad essere quello che siamo oggi. Il mio percorso è simile a quello di Grace, forse alla fine il destino o questo inizio analogo ci ha portato ad incontrarci.



                              da www.gracecapristo.com/

Qui l'intervista originale

           

Grazie a Mery Scalone per la traduzione.


 

venerdì 9 dicembre 2016

E' solo una notte

"Perchè tutte le battaglie della nostra esistenza si affrontano da soli, ognuna sembra l'ultima che riusciremo a combattere, l'ultima vittoria, l'ultima che ci ha visto così forti....invece siamo lì, pronti ad una nuova sfida, vivi e liberi, con alcune cicatrici in più, qualche tatuaggio indelebile nell'anima e sulla pelle."

Così scrivevo nel 2011 dopo la visione del videoclip SOLO. E così ripeto dopo il dvd TUTTO IN UNA NOTTE.
Marco qualche anno fa diceva che amava la solitudine, perchè gli permetteva di guardare in se stesso e che anche in mezzo alla gente riusciva a ritagliarsi uno spazio tutto suo, isolandosi completamente dal resto del mondo circostante. Io non so se sia ancora così, perchè recentemente e con l'aumento della sua popolarità credo che sia sempre più difficile sentirsi uno tra tanti, invisibile, passare inosservato. E questo se da un lato non è un motivo per lamentarsi perchè è la vita che si è scelto ed avrà i suoi innegabili vantaggi, dall'altro e soprattutto per una persona come lui che inneggia alla libertà, credo possa creare qualche dubbio o pensiero negativo. 
E' andato lontano, in luoghi sconosciuti ed isolati, in spazi aperti sull'infinito e finalmente solo con se stesso, anche se stava lavorando, ha trovato il tempo e forse il coraggio per guardarsi dentro veramente, senza distrazioni e ostacoli di sorta. Lontano dal clamore, dalle luci dei riflettori, dalla folla acclamante e adorante, in una sola notte insonne ha raccolto i suoi pensieri, ha cercato di capire se è in ciò che sta facendo o è trascinato in un vortice dagli eventi che si susseguono con un effetto domino.
Mi sono chiesta spesso cosa gli passasse in quella bella testolina e in parte ha esaudito il mio desiderio: con queste immagini e parole ci ha regalato un altro pezzo di sè, si è spogliato della sua corazza, delle sue sicurezze e si è fatto un milione di domande, si è fermato a riflettere e ha lavato via tutte le incertezze, ha scoperto che lui è questo, che si sente libero in ciò che è e che fa, che ormai non potrebbe fare a meno di quella che è diventata la sua vita e che è pronto ad affrontare una nuova giornata e tutto quello che contiene, compresi i momenti in cui farà introspezione perchè in fondo anche quella è la sua vita.
Per una come me malata di parole, e che gli vuole tantissimo bene, non poteva esserci dono più gradito e emozionante che poter leggere dentro la sua anima bella.  





giovedì 8 settembre 2016

Marco Mengoni su un set misterioso

Forse non tutti sanno che oltre a Tsuki Deshu, il personaggio ideato da Marco che si intravede nel video di Guerriero, 



Marco si era già cimentato nel mondo della fumettistica allegando all'album Solo 2.0 un codice da inserire sul suo sito, che permetteva di scaricare il primo episodio dell'omonima Graphic Novel (l'episodio zero era contenuto in una chiavetta che faceva parte della Mad Box, uscita alcuni mesi prima). 








La storia realizzata in collaborazione con il grapher Daniele Zed Berretta e da un'idea dello stesso Marco e di Stella Fabiani, narra di un ragazzo di nome Solo, alla continua ricerca di qualcosa e diversi personaggi e spezzoni erano presenti nella scenografia del tour.
Ricordo che già le prime immagini postate sia da Marco su facebook che da un collaboratore su youtube, che lo mostrano in un luogo misterioso e inquietante, destarono molta curiosità. Non ci volle molto per individuare la location: un orfanotrofio abbandonato alle porte di Roma, più difficile fu capire cosa stessero girando in quel posto fatiscente, fino alla piacevole scoperta della storia ricca di fascino allegata al cd, già di per sè ricco di sonorità diverse.






Purtroppo il racconto è rimasto incompiuto ma c'è da dire che Marco ha trovato sempre il modo di condividere il suo immaginario spaziando attraverso varie arti, canto, regia, fumetto e utilizzando sempre la musica come base. Chissà che un giorno non decida di mostrarci anche i suoi quadri!


               




domenica 24 luglio 2016

Amore in circolo

Capita che mentre stai cercando faticosamente di uscire da un periodo difficile, ricevi offese e umiliazioni che tentano di ributtarti nel baratro e ti scontri con esseri che ti fanno desiderare di vivere in solitudine senza piú alcun contatto umano. 
Poi ti imbatti casualmente in immagini come queste che non hanno bisogno di tante parole ma che sono come una carezza al cuore, dove Amore esce dai pixel, diventa tangibile e viene ad abbracciarti e allora pensi solo a quanto sei stata fortunata a poter dividere lo stesso pezzo di cielo per qualche ora con questa creatura straordinaria che canta di credere negli esseri umani che hanno il coraggio di esserlo. Ecco Marco, io credo in un'umanità come la tua e aspetto il giorno per potertelo dire guardandoti negli occhi.
Ti voglio bene guerriero senza armatura.





martedì 7 giugno 2016

Nell'Arena starò

Fra poche ore vedremo Marco all'Arena a ritirare unbuon numero di premi accumulati durante l'anno, lo stesso magnifico scenario naturale dove ha chiuso solo due settimane fa il suo tour. 
Mi ero ripromessa che ci sarei stata  a costo di arrivare sulle ginocchia perchè, e qui non vorrei togliere qualcosa a coloro che si sono aggiunti nel tempo ma è un dato di fatto, solo chi c'è da sempre può capire fino in fondo cosa significhi per noi che l'abbiamo visto esibirsi in un piccolo locale, in un teatro, in un palazzetto ( e credibilissimo in tutti), essere parte di quell'immenso teatro a cielo aperto così palpitante di cuori riuniti solo per lui, è un'emozione talmente forte da non riuscire a descriverla, la ragione dei nostri occhi luminosi e lucidi di gioiose lacrime e di quel groppo in gola che ti mozza il respiro. 
Delle mie due serate in questo momento ricordo di averle vissute in modo diverso, la prima in gradinata insieme a un'amica, con Marco che dopo il primo attimo di stupore all'apertura degli schermi che gli hanno rivelato tutto l'insieme, correva, saltava, passava da un lato all'altro del palco instancabilmente, passava tra la gente prendendola per mano, cercava di guardare le persone negli occhi, giocava con la sua band, cantava da dio come sempre e io lì che cercavo di trattenere l'emozione prima che straripasse e di assorbire i colori, i sorrisi e la sua energia; la seconda serata in platea: dopo un attimo di sconforto quando ho scoperto che la fortuna birbantella avendo saputo che le prime file centrali sarebbero state addossate al palco, pochi giorni prima mi ha suggerito di cedere il mio biglietto per due più laterali, ho capito che invece stavolta ero io ad averla fregata perchè la mia serata è stata davvero all'insegna della libertà, vicinissima al palco e con la possibilità di vedere passare tutte le emozioni sul volto di Marco e soprattutto insieme al mio compagno di vita col quale ho trascorso tre giorni finalmente lontani da impegni, orari e preoccupazioni e che mi ha sostenuto in tutti i miei momenti di cedimento emotivo. 
Ho avuto la possibilità di ballare, di cantare, di muovermi quanto volevo e fino allo sfinimento, di liberare tutto quello che avevo trattenuto dentro negli ultimi mesi, di condividere la passione per questo ragazzo a fianco di perfetti sconosciuti vicini di posto quasi come in un unico abbraccio. 
E poi uno stupendo ricordo che mi accompagnerà per sempre è stato trovarmi insieme alla sua mamma mentre Marco cantava "In un giorno qualunque", ad ascoltarlo quando con espressione felice e grata ha detto che spera di metterci sempre tutto l'amore possibile, tutto se stesso per ringraziarci e rispondergli che lo fa sempre e si vede e si sente, con gli occhi talmente luccicanti pieni di orgoglio e amore che anche le stelle saranno impallidite.
Mentre mi aggiravo nei dintorni dell'anfiteatro nelle ore precedenti al concerto, mi risuonava in testa la frase di Solo: "nell'arena starò" come fosse stata una profezia di quello che sarebbe accaduto o forse un sogno accarezzato, cullato e custodito. 
Dicono che i sogni dovrebbero rimanere tali e non realizzarsi mai per lasciarci la voglia di sperare, ma chi ci vieta di iniziare ad aspettare qualcosa di più grande? 
Intanto ringrazio il cielo di aver avuto la possibilità di accompagnarlo nelle sue esperienze artistiche fino ad ora, di averlo sostenuto e aspettato, di averlo supportato, corso, combattuto e di aver calcato la sua strada al suo fianco. 
Io ci sono, con tutta me stessa sempre.  



venerdì 20 maggio 2016

Il mio MengoniLive2016

Dopo aver avuto il piacere di assistere finora a tre live di questo 2016 da tutte le angolazioni (dalla tribuna a Montichiari, dal palchetto centrale a Firenze e dalla transenna a Livorno), posso finalmente esternare le mie sensazioni. Tralascio l'organizzazione perfetta, la scenografia sublime, le luci, l'effetto creato con l'app, i voli sospesi di cui tutti hanno già parlato abbondantemente e che fanno da benzina sul fuoco a una voce, una presenza scenica, una simpatia e una sicurezza in crescita esponenziale a ogni nuova data, e mi soffermo sulle mie emozioni a caldo. Marco non è solo un guerriero, ma una vera e propria macchina da guerra, capace di coinvolgerti fino all'ultima stilla di energia che ti rimane in corpo, uno con la stanchezza che gli si legge in volto ma infaticabile nel voler sorprendere e divertire a tutti i costi. Nonostante, come ha ricordato ieri, l'impegno grande nel dover pensare a tutto: al prima, al durante e al dopo, sembra che tutto scivoli così, in modo naturale e purtroppo due ore e mezzo trascorrono molto velocemente. Dopo diluvi e grandinate addosso, ore di attesa, corse nel parterre, panini mangiati in fretta, in men che non si dica ti ritrovi fuori dal palazzetto col sorriso ebete stampato in faccia e senza renderti ben conto di quanto hai vissuto.




Ieri sera dalla transenna e con la visione senza disturbi di sorta di tutto il palco, mi sono resa conto più che mai di quanto Marco si conceda sperando di divertirci e di farci sorridere, così come tutti i componenti della band e le strepitose coriste che, nonostante stiano lavorando, sembra che stiano trascorrendo pure loro una serata di puro divertimento, accanto a un Marco giocoso, scherzoso, felice di regalarci sorrisi e improvvisazioni( lo scat in più e la lezione di ritmo e i vocalizzi su Guerriero sono stati un regalo inaspettato), che presentando Freedom non ha dimenticato la scomparsa di Marco Pannella che della libertà ha fatto uno stendardo e che come benvenuto ci ha invitato ad essere noi stessi, a saltare, ballare e cantare come fossimo ad una festa. Con i brani più lenti, Nemmeno un grammo, Ricorderai l'amore, Solo due satelliti al top, fino a Guerriero cantata con lui guardando dritto nei suoi occhi e passando per la tripletta dance Una parola/La nostra estate/Io ti aspetto in cui ti ritrovi a sudare come fossi in un bagno turco sotto una pioggia di coriandoli argentati che si attaccano alla pelle, si prova tutta la gamma di emozioni positive possibili: gioia, tenerezza, amore, riflessione,stupore, libertà.
E di festa vera e propria si tratta: festa per gli occhi, le orecchie, il cuore e lo spirito.





Purtroppo un mio limite è non essere capace di fermare le persone e mettermi a parlare ma vorrei poter fare i complimenti ad uno ad uno e ringraziarli perchè, nonostante stia attraversando un lungo periodo che non augurerei al peggior nemico, sono riusciti a farmi trascorrere alcune ore completamente libera da pensieri neri.



Le gambe ora devono reggere per le ultime date ma sono sicura che, dopo averlo visto nel piccolissimo teatro di Castelleone, in un tempo che sembra così lontano, quando passando tra noi o sedendosi a piedi incrociati sul palco ci ha raccontato con l'anima in mano i suoi timori per un futuro ancora incerto, arriverei anche camminando sulle ginocchia a condividere il suo trionfo all'Arena di Verona. 
Ma questa è tutta un'altra storia ( e un'altra festa) da raccontare.